lunedì 16 settembre 2013

Ciao, estate!

Ci sono storie che mi affondano in testa, come un coltello in un panetto di burro, anche se non ne conosco i protagonisti. E continuo a pensarci.



Ieri abbiamo chiuso l'estate con un pranzo in spiaggia insieme alle altre famiglie che frequentano il nostro stesso stabilimento balneare. Un pranzo autogestito. 
Mentre gli uomini cuocevano le carne e noi donne sporzionavamo 10 kg ( !! ) di tortellini pasticciati in forno, è venuta fuori la notizia di una mamma di 43 anni morta il sabato pomeriggio per una malattia scoperta già in stadio avanzato, devastante, solo due mesi prima, l'ultimo dei quali "vissuto" fra 7 interventi, dolori atroci e incoscienza completa per la terapia del dolore...
Siamo rimasti scioccati .
Perchè ti immedesimi subito.
Perchè ti vien paura che anche un banale doloretto nasconda chissà che.
Perchè pensi ai tuoi figli. E a te.
Perchè la tua vita può cambiare radicalmente, da un momento all'altro, senza nessun preavviso.
E potresti scoprire di aver perso un sacco di tempo a pianificare il futuro, ad aspettare che sia tutto come deve essere, come se davanti avessimo chissà quanto tempo e la vita dovesse ancora cominciare sul serio.
So che è un meccanismo normale, umano. Però si può essere più presenti nell'ora, goderselo e viverlo davvero.
È un po' che ci penso e la storia di ieri ha solo rafforzato le mie convinzioni.
Voglio gustarmi ogni giorno, concentrare le mie energie su ciò che per me conta davvero, non voglio perdermi niente nè correre dietro a cose inutili.
E ringrazio di avere, per ora, la mia salute. 
Perché non è una cosa così scontata alla mia età.


2 commenti:

  1. io non le posso sentire certe storie, mi distruggono

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    1. Già...cerco di prenderle come un monito, una sveglia.

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