martedì 25 marzo 2014

L'affresco della Ss.Annunziata

Narra la tradizione che nella Firenze del '200, un gruppo di 7 laici, ispirato dalla apparizione della Madonna, lasciò le proprie attività per ritirarsi in penitenza, povertà e preghiera sul Monte Senario a nord della città, dove fondarono nel 1234 un convento.
Tornati a Firenze vollero erigere, intorno al 1250, una chiesetta, detta Santa Maria dei Servi in Cafaggio, il luogo in cui appunto si trovava, fuori delle mura cittadine e della porta di Balla, e vollero far affrescare la loro Vergine Gloriosa.
Secondo la leggenda il compito fu affidato a fra Bartolomeo che realizzò la figura di Maria ma, nonostante tutta la sua perizia e gli innumerevoli tentativi, non riusciva a dipingere il volto della Vergine.
Così, preso dallo sconforto, cadde in una strana sonnolenza e al risveglio il volto apparve dipinto, come per miracolo, completato da un angelo.



L'affresco divenne subito oggetto di profonda venerazione da parte dei fiorentini tanto che nel 1255 il comune di Firenze fece tracciare una strada, l'odierna via de' Servi che dalla porta di Balla conduceva a Santa Maria dei Servi, mentre i frati comperavano il terreno per creare la piazza. La chiesa e la piazza furono poi inclusi nella cinta muraria 300esca.
L'affresco miracoloso raffigura l'Annunciazione, tema diffusissimo nell'arte del XIII e XIV sec.
Per i fiorentini, dilaniati dalle lotte politiche e spirituali, questo tema doveva avere dei significati particolari: l'angelo portò a Maria l'annuncio di una era nuova, la nascita di Cristo avrebbe segnato una svolta nella storia e per Firenze la Vergine Annunziata era come la buona novella, la sintesi, il simbolo di una spiritualità rinnovata.
Basta ricordare i versi di Dante ( Purg. X, 34-44 ) per capire che per i fiorentini il racconto dell'annunciazione conteneva un nuovo programma spirituale: pace, anziché guerre, fiducia nell'intercessione della Vergine "che ad aprire l'alto amor volse la chiave", anziché la sfiducia nelle relazioni umane, l'umiltà  dell' Ecce ancilla Dei, anziché l'ambizione sfrenata.



E tutto questo racconta l'affresco della Ss.Annunziata: l'angelo è arrivato da qualche istante come mostrano il manto svolazzante e le ali ancora in moto nel vano della porta, ha già salutato Maria e ha spiegato il mistero della verginale maternità e ora se ne sta silenzioso, in attesa, quasi chino sotto il suono delle parole di Maria, seduta su uno scranno intarsiato.
La Vergine ha interrotto la lettura di Isaia e il libro, aperto e adagiato su un cuscino sulla cassapanca, suggerisce il passo Ecce Virgo concipiet...
Un raggio di luce diagonale unisce Maria con il Padre che sta su, in alto, in una striscia di cielo azzurro, a sinistra. E su quel raggio sono scritte, come in uno specchio, le parole della risposta di Maria: Ecce ancilla Domini.
Ma la vera risposta è tutta nell'atteggiamento di Maria, nella sintesi di attesa e movimento del suo corpo. Il busto è rivolto verso l'alto con il volto, lo sguardo, la linea tenue del collo e i capelli biondi; le mani sono unite, posate sulle ginocchia, come in attesa che si realizzi quel fiat mihi secundum Verbum tuum.
La leggenda ha sempre parlato della bellezza del volto di Maria, esempio della vera relazione fra la creatura e il suo creatore: non paura, ma gioia, non sottomissione, ma accettazione della volontà divina, non posa, ma sincerità. Su questo volto i devoto leggevano la propria storia, la propria salvezza e questo spiega l'affollarsi di pellegrini e il fiorire di grazie, di offerte ed ex voto all'altare della Madonna.
Il 25 marzo veniva solennemente festeggiato a Firenze, con grandi cerimonie e affluenza di fedeli al Santuario della Ss.Annunziata. E questa ricorrenza era tanto importante che per secoli l'anno civile fiorentino ha avuto inizio proprio in questo giorno.
La data continua ad essere festeggiata solennemente a Firenze e dal 2000 il comune l'ha inserita nelle celebrazioni ufficiali.

 Ho avuto la fortuna di conoscere fin da piccola questo affresco e questo volto, perché questo santuario era la mia parrocchia. Ho vissuto tante feste del 25 Marzo e vi posso assicurare che è una ricorrenza non solo religiosa, di fede, ma anche civile perché il legame fra Maria, l'Ordine dei Servi e la città è molto antico e profondo.
Io non so se quel volto sia stato dipinto da un angelo o da una mano umana, ma so per certo che trasmette qualcosa anche a chi non crede o non ha una fede profonda e si ferma comunque davanti a quell'altare.
La mia nonna aveva una devozione particolare per la Santissima e ci teneva tanto che io la pregassi. Mi ha insegnato a farlo con affetto e dolcezza, con quella sua religiosità istintiva e semplice che a volte, quando sono stata più grande, mi sembrava sconfinare quasi nella superstizione.
Ma questo suo impegno mi ha lasciato tanti ricordi di momenti trascorsi insieme a lei e al mio nonno di fronte a quell'affresco, a quel volto, raccolti nella preghiera, nel ringraziamento, nel canto gregoriano del Salve Regina mentre la cortina di argento saliva a chiudere l'immagine di Maria dopo l'ultima funzione della sera.




Se volete vedere di più guardate qui .

Ho messo insieme queste notizie tramite la rete, pescando nella mia memoria e nel sito del santuario creato dai "miei" frati.

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