martedì 19 novembre 2013

Sì, ho i capelli bianchi e no, non me li tingo!

Già quando aspettavo Lorenzo avevo dei fili bianchi tra i capelli tanto è vero, che una delle prime domande che feci alla mia ginecologa quando in una visita di routine scoprimmo che ero incinta, fu proprio se potevo fare il riflessante.
Col tempo, neanche poi tanto, si sono moltiplicati, dappertutto, non solo in una zona arrivando al punto che, se volessi coprirli tutti e bene, dovrei ricorrere al colore vero e proprio, piuttosto scuro per giunta.
Per tutta una serie di motivi ho deciso di non sottomettermi a questa schiavitù.
E non mi pesa affatto.
Sono gli altri a farmi notare che i miei capelli sono bianchi, quasi nessuno me lo dice, ma al loro posto parlano i loro occhi, come LI guardano, come MI guardano.
E un po' mi sento a disagio.
E un po' mi viene rabbia.
Perché le persone non sanno andare oltre, guardare sotto e dentro la superficie.
Perché se non ti tingi i capelli, se non copri quel bianco, sei una persona sciatta, che non si tiene in tiro, non si prende cura di sé, non si ama.
E non si pongono domande.

Non posso andare ogni mese a coprire l'inevitabile riscrescita e ho una dermatite al cuoio capelluto per la quale è meglio che io eviti certi trattamenti che avrebbero un effetto quantomeno irritante.
In ogni caso, potrei trovare il modo di aggirare questi due ostacoli.
Potrei.
Ma la verità è che io mi vedo bene così.
Se mi guardo allo specchio, quei fili bianchi non mi mettono in difficoltà, sono parte di me.
Sono io.
Mi riconosco.
E non mi sono mai sentita così bene nella mia pelle come adesso, nei miei 40.
Perciò, se non vi piace quello che vedete o se vi stona, potete anche posare altrove il vostro sguardo!



E questa sono io, fresca di taglio, nella toilette della parrucchiera.
Ecco, ai capelli super corti non potrei rinunciare mai più! 😜


venerdì 15 novembre 2013

Una torta buonissima

Non guardo quasi mai la tv perché mi deprime e ci sono pochi programmi che mi piacciono davvero.
In genere la tengo accesa mentre stiro quando, più che guardarla, la ascolto e mi sintonizzo spesso su la7 imbattendomi quasi sempre in Cuochi e fiamme o I menù di Benedetta.
A proposito di quest'ultima, noto parecchia spocchia nei suoi confronti, specie dagli addetti ai lavori.
Io non sono una professionista e neanche una foodblogger, sono solo una che ama mangiare, provare ricette nuove, semplici e buone da offrire alle persone che ama.
Le ricette di Benedetta sono semplici e prevedono l'uso di ingredienti facilmente reperibili.
A volte eccedono per i miei gusti in burro, zucchero e uova, ma nulla vieta di riadattare le ricette che si trovano in tv o in rete.
Io sono quasi priva di inventiva, ho spesso bisogno di uno spunto, di un'idea da rielaborare.
Quando guardo una ricetta mi concentro sui sapori e gli abbinamenti che mi propone, se capisco che mi possono piacere, niente mi può fermare, sono capace di piegare alle mie idee anche una ricetta che preveda tonnellate di burro, zucchero ed uova!

Dunque qualche sera fa ho visto fare questa torta inserita nel menù per il compleanno di Matilde, la figlia di Benedetta.
Questa è la ricetta originale http://menudibenedetta.blogspot.it/2012/09/torta-di-matilde-ricetta-parodi-da-i.html
E questi sono gli ingredienti che servono per farla a modo mio:

120 gr di cioccolato bianco
80 gr di burro
100 ml di latte
2 uova medie
250/260 gr di farina 00
120 gr di zucchero
1 bustina di lievito
Un pizzico di sale
Una puntina di bicarbonato
Marmellata di ciliegie o fragole o frutti di bosco

Sciogliere a fiamma bassissima il cioccolato spezzettato col burro ed il latte mescolando di continuo perché non si attacchi.
Montare le uova con lo zucchero ed un pizzico di sale, unire il cioccolato fuso con burro e latte e poi, a poco a poco, la farina, il lievito e il bicarbonato setacciati.
Trasferire il tutto in una teglia coperta di carta forno (la mia era di 28 cm di diametro) e cuocere in forno già caldo a 170/180 C per circa 35 minuti.
Controllate i tempi e lo stadio di cottura perchè ogni forno è spesso una storia a sè!
Quando la torta sfornata è completamente fredda, tagliatela a metà. Io l'ho fatto con il coltello e questa è forse la fase più delicata di tutta la ricetta.
Spalmare la metà inferiore della torta con un generoso strato di marmellata stemperata con un cucchiaio di acqua calda.



Coprire con l'altra metà e spolverare, se piace, con lo zucchero a velo.



E quindi, buona merenda o buona colazione!!


martedì 22 ottobre 2013

Colori e innamoramenti

Da quando vivo qua, mi sono innamorata degli alberi.
Non che non ce ne fossero a Firenze, solo che, non so per quale motivo, non ci avevo mai fatto attenzione.
Forse perché finivano fagocitati da tutto il resto diventando così meno visibili.




Qui hanno il loro spazio ed io ho iniziato ad osservarli attentamente: le radici, i tronchi, i rami nudi, le gemme, i fiori, le foglie, i frutti.
Mi piace fotografarli al passare delle stagioni.




Inutile dirvi che l'autunno rende gli alberi meravigliosi ed io non finisco più di scattare: è come se tutta la luce, il colore, il sole, il caldo dell'estate si concentrassero nelle foglie in autunno.
Una specie di saluto, di arrivederci, meraviglioso e struggente.

Ho spesso desiderato essere un albero.
E spesso mi torna in mente che l'albero è una delle prime cose, insieme alla casa, che mi fece disegnare la mia psicologa quando, venti anni fa, andavo da lei in terapia.

Forse c'è un perchè in questo mio innamoramento.
Stamani sono stata in biblioteca e al ritorno, lungo la via che costeggia il parco della Fornace, ho visto un albero fantastico.
Ho parcheggiato e sono scesa per guardarlo bene.
E mi sono chiesta, ma quanti colori insieme può avere un albero??









Non so cosa sia, forse dovrei chiedere a @giardiniegiardinetti! ;-)

domenica 20 ottobre 2013

Propositi

È bello fare progetti, coltivare sogni, nutrire speranze per il futuro.
Ma la vita è sopratutto il presente, qui e ora.
E va di fretta. Basta un niente, molte cose cambiano e tutto è pieno di rimpianti..."ahh se avessi fatto..." "ahh se avessi detto"...
I figli ti crescono sotto gli occhi e quasi non te ne accorgi.
Poi un giorno ti arriva nello stomaco un pugno, non violento, di quelli dolce-amari.
Ma sempre un pugno è.
E metti a fuoco ancora meglio, se mai ce ne fosse bisogno.
Lorenzo è già da un po' più alto di me che sono davvero bassa. Lo sapevo.
Qualche giorno fa mi ha abbracciata e si è piegato verso il basso per farlo.
Mi sono sentita piccola, vulnerabile in un certo senso.
Come se fossi fuori posto.
È stato un momento forte, strano ed emozionante.
Molto più del primo giorno di asilo, o di primaria e di medie.
Molto di più.
Sta diventando davvero grande.
Ed io ho intenzione di godermi ogni momento con lui, finchè sta con noi e non desidera andare per i fatti suoi.
Voglio bermi ogni abbraccio che mi fa la mattina quando mi raggiunge in cucina e fuori è ancora buio.
Voglio perdermi a guardarlo mentre se ne sta seduto accanto a me sul divano e guardiamo la tv o leggiamo i libri.
Voglio sbaciucchiarmelo tutto mentre dorme e sembra ancora piccino.
In barba a quelli che sanno sempre come si fa, che ti devono insegnare sempre qualcosa che credono tu non sappia già.
Ascolto il mio cuore, seguo il mio istinto.
Il qui e ora è il mio.
E non me ne perdo un attimo.


venerdì 11 ottobre 2013

Torta salata con patate e stracchino

Finita l'estate ho ripreso a cucinare seriamente e a riaccendere il mio amato forno.
Per cena le torte salate sono perfette perché si possono preparare prima e poi riscaldare al momento, a bassa temperatura.
E questo è utilissimo se si rientra a casa tardi, a ridosso dell'ora di cena.
Il problema per me, è cosa metterci dentro, visto che mio marito non mangia che poche verdure. Le patate però, sì e quindi questa ricetta è perfetta!

Ingredienti:

- 1 rotolo di pasta brisè o di pasta sfoglia 
- 2/3 patate medio piccole
- 180/200 gr di stracchino morbido
- latte
- cipolla surgelata a cubetti
- salvia secca tritata


Sbucciare le patate e farle a fettine sottili. Io ho usato il robottino.
Sbollentare le patate per 5/10 min, scolarle e passarle in padella con olio, cipolla, sale e salvia.
Lasciare insaporire il tutto e trasferire in una ciotola dove si aggiungeranno lo stracchino e del latte sufficiente a mescolare bene il tutto.
Accomodare la pasta brisè con la sua cartaforno in una teglia, in modo che resti un bel bordino tutto intorno, mettere dentro il composto di patate e stracchino, livellarlo bene e cuocere in forno già caldo a 180C per circa 30 minuti.
Una buona aggiunta potrebbe essere quella di cubetti di prosciutto cotto o di speck.
È ottima anche il giorno dopo, anche forse di più!


martedì 8 ottobre 2013

Un gustoso ripieno per la carne di maiale

Il mio dilemma ricorrente è come cucinare la carne.
Quella di manzo l'abbiamo eliminata perché cotta in padella resta sempre dura come una ciabatta.
Diverso è il discorso per il filetto, che costa uno stonfo, e cuociamo solo ed esclusivamente sulla brace o sulla griglia elettrica.
Ormai per me le braciole o fettine che dir si vogliano, sono di arista, piuttosto sottile, che in genere restano morbide.
Le faccio quasi tutte le settimane, vestite in modo vario.
Ieri sera ho fatto un esperimento prendendo spunto da una ricetta che ho visto molto tempo fa a La Prova del Cuoco e che serviva per riempire un filetto di maiale aperto a libro o usato come tasca.
Ho pensato di usarlo per riempire le mie bracioline.

Per prima cosa ho messo in una padella 1 mela Royal Gala fatta a pezzetti piccoli, una manciata di gherigli di noce sminuzzati grossolanamente, della cipolla a cubetti surgelata, olio e sale.


Ho fatto andare su fuoco medio, girando spesso, finchè la cipolla si è ammorbidita. A quel punto ho aggiunto la maggiorana secca e un po' di pangrattato.

Ho appiattito bene le fettine di arista col batticarne, ho coperto metà di ciascuna con un po' di ripieno, ho piegato sopra l'altra metà e chiuso con 3 stuzzicadenti, uno per lato.
Ho impanato leggeremente questa sorta di bauletti e li ho cotti in padella con poco olio, sfumando con del vino bianco e tenendo il fondo morbido con un po' di brodo vegetale aggiunto via via fino ad arrivare a cottura.

La foto finale non ce l'ho perchè prima di poterla fare, erano giá finiti!!

Ora vorrei provare ad usare il ripieno per un filetto di maiale aperto a libro: potrebbe essere un'ottima idea per il nostro pranzo di Natale.

Ah, ieri sera una parte del ripieno mi è avanzata, così l'ho aggiunta al contorno di zucca e patate che già mi ero preparata. Buonissimo!

venerdì 4 ottobre 2013

A volte sono intraprendente. Ma solo a volte.

La domenica pomeriggio, quando eravamo piccini, i nostri genitori ci portavano a cercare i fiori spontanei in campagna: il massimo sarebbe stato trovare i mughetti tanto amati dalla mamma, e qualche volta ci siamo anche  riusciti, sennò prendevamo primule, anemoni, margherite, ginestre, rami di cespugli con le bacche.
Una volta abbiamo raccolto dei fiorellini bellissimi, senza sapere che erano di aglio: non vi dico l'odore poi in macchina!
Il babbo si infilava in stradine secondarie, a volte asfaltate ma con buche giganti, a volte sterrate e con pietrone superficiali.
A volte si sentivano le partite alla radio, a volte si ascoltava la musica.
A me sembrava sempre un'avventura, ogni volta in una zona diversa intorno alla città: Montesenario, l'Olmo, il Monte Fanna, Monteloro, San Piero a Sieve, Borgo San Lorenzo, Vicchio, Vincigliata, Arcetri oppure verso Grassina e la Chiantigiana.
Mi guardavo intorno e a furia di passarci, riconoscevo gli alberi, gli scorci, le case, i panorami anche se ero ancora relativamente piccola.
E forse è per questo che quando vedo una stradina che si stacca dalla via principale, sono tentata, molto tentata di imboccarla, anche se non la conosco.
E ogni tanto lo faccio.
Come stamani.
 Procedo a bassa velocità, mi guardo intorno, osservo i campi e le case e cerco di evitare le buche.
Accosto e scendo a scattare foto.
Ho percorso un nuovo pezzo di strada stamani.


Aravano i campi...


...e il profumo della terra mi è salito su per il naso


E le zolle scintillavano, scure, lucide.



Spesso quando infilo queste stradine e mi fermo in mezzo al nulla a fare foto, mi sento intraprendente, tutta sola nella campagna con una macchina vecchia e ormai poco affidabile.

Stamani mi ci sono sentita ancora di più, perchè indossavo queste


Voglio dire, proprio le scarpe giuste per fare fotografie in campagna!!