venerdì 11 ottobre 2013

Torta salata con patate e stracchino

Finita l'estate ho ripreso a cucinare seriamente e a riaccendere il mio amato forno.
Per cena le torte salate sono perfette perché si possono preparare prima e poi riscaldare al momento, a bassa temperatura.
E questo è utilissimo se si rientra a casa tardi, a ridosso dell'ora di cena.
Il problema per me, è cosa metterci dentro, visto che mio marito non mangia che poche verdure. Le patate però, sì e quindi questa ricetta è perfetta!

Ingredienti:

- 1 rotolo di pasta brisè o di pasta sfoglia 
- 2/3 patate medio piccole
- 180/200 gr di stracchino morbido
- latte
- cipolla surgelata a cubetti
- salvia secca tritata


Sbucciare le patate e farle a fettine sottili. Io ho usato il robottino.
Sbollentare le patate per 5/10 min, scolarle e passarle in padella con olio, cipolla, sale e salvia.
Lasciare insaporire il tutto e trasferire in una ciotola dove si aggiungeranno lo stracchino e del latte sufficiente a mescolare bene il tutto.
Accomodare la pasta brisè con la sua cartaforno in una teglia, in modo che resti un bel bordino tutto intorno, mettere dentro il composto di patate e stracchino, livellarlo bene e cuocere in forno già caldo a 180C per circa 30 minuti.
Una buona aggiunta potrebbe essere quella di cubetti di prosciutto cotto o di speck.
È ottima anche il giorno dopo, anche forse di più!


martedì 8 ottobre 2013

Un gustoso ripieno per la carne di maiale

Il mio dilemma ricorrente è come cucinare la carne.
Quella di manzo l'abbiamo eliminata perché cotta in padella resta sempre dura come una ciabatta.
Diverso è il discorso per il filetto, che costa uno stonfo, e cuociamo solo ed esclusivamente sulla brace o sulla griglia elettrica.
Ormai per me le braciole o fettine che dir si vogliano, sono di arista, piuttosto sottile, che in genere restano morbide.
Le faccio quasi tutte le settimane, vestite in modo vario.
Ieri sera ho fatto un esperimento prendendo spunto da una ricetta che ho visto molto tempo fa a La Prova del Cuoco e che serviva per riempire un filetto di maiale aperto a libro o usato come tasca.
Ho pensato di usarlo per riempire le mie bracioline.

Per prima cosa ho messo in una padella 1 mela Royal Gala fatta a pezzetti piccoli, una manciata di gherigli di noce sminuzzati grossolanamente, della cipolla a cubetti surgelata, olio e sale.


Ho fatto andare su fuoco medio, girando spesso, finchè la cipolla si è ammorbidita. A quel punto ho aggiunto la maggiorana secca e un po' di pangrattato.

Ho appiattito bene le fettine di arista col batticarne, ho coperto metà di ciascuna con un po' di ripieno, ho piegato sopra l'altra metà e chiuso con 3 stuzzicadenti, uno per lato.
Ho impanato leggeremente questa sorta di bauletti e li ho cotti in padella con poco olio, sfumando con del vino bianco e tenendo il fondo morbido con un po' di brodo vegetale aggiunto via via fino ad arrivare a cottura.

La foto finale non ce l'ho perchè prima di poterla fare, erano giá finiti!!

Ora vorrei provare ad usare il ripieno per un filetto di maiale aperto a libro: potrebbe essere un'ottima idea per il nostro pranzo di Natale.

Ah, ieri sera una parte del ripieno mi è avanzata, così l'ho aggiunta al contorno di zucca e patate che già mi ero preparata. Buonissimo!

venerdì 4 ottobre 2013

A volte sono intraprendente. Ma solo a volte.

La domenica pomeriggio, quando eravamo piccini, i nostri genitori ci portavano a cercare i fiori spontanei in campagna: il massimo sarebbe stato trovare i mughetti tanto amati dalla mamma, e qualche volta ci siamo anche  riusciti, sennò prendevamo primule, anemoni, margherite, ginestre, rami di cespugli con le bacche.
Una volta abbiamo raccolto dei fiorellini bellissimi, senza sapere che erano di aglio: non vi dico l'odore poi in macchina!
Il babbo si infilava in stradine secondarie, a volte asfaltate ma con buche giganti, a volte sterrate e con pietrone superficiali.
A volte si sentivano le partite alla radio, a volte si ascoltava la musica.
A me sembrava sempre un'avventura, ogni volta in una zona diversa intorno alla città: Montesenario, l'Olmo, il Monte Fanna, Monteloro, San Piero a Sieve, Borgo San Lorenzo, Vicchio, Vincigliata, Arcetri oppure verso Grassina e la Chiantigiana.
Mi guardavo intorno e a furia di passarci, riconoscevo gli alberi, gli scorci, le case, i panorami anche se ero ancora relativamente piccola.
E forse è per questo che quando vedo una stradina che si stacca dalla via principale, sono tentata, molto tentata di imboccarla, anche se non la conosco.
E ogni tanto lo faccio.
Come stamani.
 Procedo a bassa velocità, mi guardo intorno, osservo i campi e le case e cerco di evitare le buche.
Accosto e scendo a scattare foto.
Ho percorso un nuovo pezzo di strada stamani.


Aravano i campi...


...e il profumo della terra mi è salito su per il naso


E le zolle scintillavano, scure, lucide.



Spesso quando infilo queste stradine e mi fermo in mezzo al nulla a fare foto, mi sento intraprendente, tutta sola nella campagna con una macchina vecchia e ormai poco affidabile.

Stamani mi ci sono sentita ancora di più, perchè indossavo queste


Voglio dire, proprio le scarpe giuste per fare fotografie in campagna!!

martedì 1 ottobre 2013

Che meraviglia, i bambini!!

Oggi è stata una giornata pesante, di quelle in cui vorresti solo prendere e partire per una dimensione diversa, per un'altra società, perchè quella in cui vivi sembra calpestare ogni istante tutto ciò in cui tu credi, tutto ciò che sei.
Poi scorrendo la bacheca di Facebook ho trovato un link postato dalla mia amica Gloria.
Me lo sono letto tutto di un fiato, ha sciolto la mia tensione e mi ha commosso ed emozionato perchè parla dei bambini.
E i bambini mi hanno fatto venire in mente il mio nonno che li guardava con uno sguardo pieno di amore. Quello stesso sguardo che rivolgeva, adorante, a me.
Non so spiegarvelo, ma quando passeggiavamo per strada e incrociavamo un piccolo, magari anche sconosciuto, il viso del nonno si allargava e il suo sguardo diventava gioioso.
E doveva fermarsi a fargli due moine.

Ho pensato di copiarlo qui, come un promemoria, perchè dice cose che andrebbero sottolineate con un evidenziatore capace di diventare, giorno dopo giorno sempre più fosforescente, cose che spesso a noi genitori sfuggono.

Meglio ricordare, no??


BLOG

Che cosa dovrebbe sapere un bambino di quattro anni?

Di recente guardavo una bacheca sull'educazione dei figli e ho letto il messaggio di una madre preoccupata perché suo figlio, di quattro anni e mezzo, non sapeva abbastanza cose. "Che cosa dovrebbe sapere un bambino di quattro anni?", chiedeva.

Sono rimasta non solo rattristata ma anche profondamente contrariata dalla maggior parte delle risposte. Una mamma postava una minuziosa lista di tutte le cose che suo figlio sapeva o era in grado di fare. Contare fino a dieci, elencare i pianeti, scrivere il suo nome e cognome e così via. Altre intervenivano sullo stesso tono, elencando tutte le cose che i loro figli - alcuni di soli tre anni - sapevano o erano in grado di fare. Poche altre rispondevano che ogni bambino si sviluppa in base ai propri tempi e che non era il caso di preoccuparsi.

Mi ha infastidito molto vedere queste madri che rispondevano a una mamma preoccupata elencando tutte le cose che i loro figli sapevano e il suo non sapeva ancora fare, facendola preoccupare ancora di più. Siamo una civiltà talmente competitiva che persino i nostri bambini in età prescolare sono diventati trofei e oggetti di vanto. L'infanzia non dovrebbe essere una gara. Perciò propongo una lista di quello che a mio avviso un bambino di quattro anni dovrebbe sapere.

1. Dovrebbe sapere di essere amato completamente e incondizionatamente, in ogni momento.

2. Dovrebbe sapere che è al sicuro, e dovrebbe sapere come restare al sicuro in pubblico, in mezzo agli altri e in varie situazioni. Dovrebbe sapere che può fidarsi del suo istinto riguardo alle persone, e che non deve mai fare qualcosa che non gli sembra giusto, a prescindere da chi glielo chiede. Dovrebbe sapere quali sono i suoi diritti personali e sapere che la sua famiglia li sosterrà.

3. Dovrebbe saper ridere, fare cose ridicole, essere ingenuo e usare la fantasia. Dovrebbe sapere che non è mai un problema colorare il cielo di arancione e disegnare gatti con sei zampe.

4. Dovrebbe sapere quali sono i suoi interessi ed essere incoraggiato a seguirli. Se non gli importa nulla di imparare i numeri, i suoi genitori dovrebbero capire che tra qualche tempo, quasi per caso, li imparerà, e intanto dovrebbero permettergli di dedicarsi a navicelle spaziali, disegni, dinosauri o a giocare nel fango.

5. Dovrebbe sapere che il mondo è magico e che lo è anche lui. Dovrebbe sapere di essere meraviglioso, brillante, creativo, amorevole e stupendo. Dovrebbe sapere che trascorrere la giornata all'aperto a creare collane di margherite, torte di fango e case per le fate è encomiabile quanto dedicarsi alla fonetica. Mi correggo: è molto più encomiabile.

Ma ancora più importante è la lista delle cose che i genitori dovrebbero sapere.

1. Che ogni bambino impara a camminare, a parlare, a leggere e a far di conto con i propri tempi, e che i suoi tempi non influiranno su quanto sarà bravo a camminare, a parlare, a leggere e a far di conto.

2. Che l'unica cosa realmente in grado di produrre buoni risultati accademici e alti punteggi nell'ACT (American College Testinig) è leggere ai bambini. Non cartelline didattiche, non libri di esercizi, non asili all'avanguardia, non giocattoli interattivi o computer, ma la mamma, o il papà, che ogni giorno o ogni sera (o di giorno e di sera!) si prende del tempo per sedersi a leggere al figlio un libro meraviglioso.

3. Che il più intelligente o il più bravo della classe non è necessariamente il più felice. Siamo così presi a tentare di offrire dei "vantaggi" ai nostri figli che stiamo consegnando loro delle vite dominate dallo stress e dal multitasking, come le nostre. Uno dei vantaggi maggiori che possiamo offrire ai nostri figli è un'infanzia semplice e spensierata.

4. Che i nostri figli meritano di essere circondati dai libri, dalla natura, da materiali per l'espressione artistica e dalla libertà di esplorarli. Molti di noi potrebbero sbarazzarsi del 90 per cento dei giocattoli dei figli senza che se ne senta la mancanza, ma alcune cose sono importanti: i giocattoli da assemblare, come i Lego o i blocchetti per costruzioni, giocattoli creativi, come tutti i tipi di materiali artistici (di buona qualità), gli strumenti musicali (quelli veri e multiculturali), abiti per travestirsi e libri, libri e ancora libri. (Tra l'altro molte di queste cose si possono comprare a buon prezzo nei negozi di articoli usati). I bambini dovrebbero anche avere la libertà di esplorare queste cose: giocare nel seggiolone con cucchiai di legumi secchi (sotto la supervisione di un adulto, ovviamente), manipolare il pane e fare pasticci, usare i colori e modellare la plastilina al tavolo della cucina mentre prepariamo la cena, anche se imbrattano dappertutto, avere un posto in giardino dove possono scavare liberamente il manto erboso per creare una buca di fango.

5. Che i nostri figli hanno bisogno di una maggiore presenza da parte nostra. Siamo diventati così bravi a dire che dobbiamo prenderci cura di noi stessi che alcuni di noi usano quest'idea come scusa per fare in modo che il resto del mondo si prenda cura dei loro figli. Certo, tutti abbiamo bisogno di fare un bel bagno senza che nessuno ci disturbi, di passare del tempo con gli amici, di concederci qualche stacco e avere qualche spiraglio di vita fuori dal ruolo di genitore. Ma viviamo in un'epoca in cui le riviste per genitori raccomandano di provare a dedicare dieci minuti al giorno a ogni figlio e di programmare una giornata della famiglia un sabato al mese. Così non va! I nostri figli hanno meno bisogno di Nintendo, computer, attività doposcuola, lezioni di danza, attività di gruppo e partite di calcio di quanto hanno bisogno di NOI. Hanno bisogno di padri che si siedono ad ascoltare le loro giornate, di madri che si uniscono a loro per svolgere insieme attività manuali, genitori che dedicano del tempo a leggere loro delle storie e a fare gli stupidi insieme a loro. Hanno bisogno che facciamo delle passeggiate con loro nelle sere di primavera, e non importa se i piccoli camminino a quindici metri all'ora. Meritano di aiutarci a preparare la cena, e non importa se ci vorrà il doppio del tempo e il doppio del lavoro. Meritano di sapere che per noi sono una priorità, e che amiamo davvero stare con loro.

E ora torniamo a quelle liste che elencavano le capacità di un bambino di quattro anni... So che è nella natura umana voler sapere come crescono i nostri figli rispetto agli altri e assicurarci che stiamo facendo tutto il possibile per loro. Qui troviamo una lista di cose che normalmente i bambini imparano o dovrebbero aver imparato alla fine di ogni anno scolastico, a cominciare dall'asilo. Siccome pratico l'istruzione domestica, ogni tanto stampo queste liste e controllo se c'è qualche lacuna lampante nelle conoscenze dei miei figli. Finora non ne ho trovate, ma a volte prendo spunto da quelle liste per qualche gioco da proporre o per qualche libro da prendere in biblioteca. Anche se non praticate l'istruzione domestica, le liste possono essere utili per vedere cosa imparano normalmente i bambini ogni anno e possono essere rassicuranti, indicando che tutto procede bene.

Se vi sembra che vostro figlio abbia delle lacune in alcune aree, cercate di capire che non è indice di fallimento, né vostro, né di vostro figlio. È solo che, per qualche motivo, quell'area è rimasta scoperta. I bambini imparano qualunque cosa gli venga sottoposta, e l'idea che tutto ciò che devono sapere sono quelle quindici cose a quell'esatta età è piuttosto sciocca. In ogni caso, se volete che apprendano quelle cose, trovate delle applicazioni pratiche, giocate con l'argomento e vedrete che vostro figlio lo imparerà naturalmente.

Contate fino a sessanta quando impastate una torta nel mixer e vedrete che lui imparerà i numeri. Prendente in biblioteca qualche libro divertente sullo spazio o sull'alfabeto. Fate esperimenti con qualunque cosa, dalla neve in cortile ai gambi di sedano per colorare il cibo. Tutto accadrà naturalmente, con molto più divertimento e molta meno pressione.

Ma i consigli che preferisco per i bambini in età prescolare sono su questo sito.

Di cosa ha bisogno un bambino di quattro anni? Di molto meno di quanto pensiamo, e di molto di più.

Questo post è apparso per la prima volta su A Magical Childhood.

http://m.huffpost.com/it/entry/4003472

lunedì 30 settembre 2013

Scipione e Bruto

Io ci provo, davvero, a starmene tranquilla, a respirare e non iperventilare, a razionalizzare e farmi i fatti miei. Ma ci sono cose che non riesco ad accettare, è più forte di me, e ancora meno se sono legate alla scuola.
E non fa alcuna differenza che capitino a mio figlio o a qualcun altro.
Non sopporto quel senso di impotenza che mi prende e il non tanto vago sospetto che la gente perbene venga presa per il culo.
Non lo tollero più e siccome sento montare dentro una rabbia che temo di non saper controllare, cerco un sistema per incanalarla, sopratutto pensando che potrebbe capitare a mio figlio.

Ora pare che a scuola venga attuata la prassi di promuovere tutti, così in tre anni sono fuori, via dalle scatole come vi ho già raccontato qui http://nelmondodilu.blogspot.it/2013/06/e-finita-la-scuola.html

Perciò uno, per essere bocciato deve proprio essere un caso disperato. E non si spiega perchè questi casi disperati finiscano dalle altre due sezioni sempre in quella di mio figlio.
Cioè, si spiega, perchè se li porta dietro una certa prof tutta presa dalla sindrome dell' " IO ti salverò ".
Sì, buonasera!
Loro continuano a dire che è tutto sotto controllo. Ma io NON penso proprio.

Dunque oggi mio figlio è tornato a casa dicendomi che Scipione, lo chiameremo così, si è storto un dito.
Ed io ingenuamente: " e come ha fatto, non avevate neanche ginnastica oggi? "
" Sai - mi ha detto - Bruto, il ripetente, oggi gli ha preso il diario, così, per fargli un dispetto, allora Scipione se l'è ripreso, l'ha tirato via e Bruto l'ha colpito sul dito. Ma la prof ( sempre quella di cui sopra  ) ha detto che non è niente, perchè se se lo fosse rotto, ci sarebbe stato l'ematoma. "

E certo, perchè quella fa le radiografie con gli occhi!
Ma poi scusate, ma per aver subito un danno, bisogna per forza che ci spezzino qualcosa??
Non c'ho visto più. 
Voglio dire, il dispetto ci sta, il prendere qualcosa e non volerlo rendere. Ma la violenza fisica a 14 anni non ha ragione di essere. A quell'età dovresti capire che puoi fare male, che le mani non si alzano.
Se non ci arrivi, e mi pare evidente che non ci artivi, hai dei grossi problemi, tu e con te i tuoi genitori che ti hanno tirato su come un selvaggio essendolo forse loro stessi.
E sono stufa marcia che la scuola si renda complice di favoreggiamento, minimizzando, facendo finta che non succeda, evitando di punire col risultato da un lato di proteggere il rompicoglioni che si sente così in una botte di ferro, dall'altro di mortificare chi subisce, come se fosse un lamentoso.
A scuola non c'è posto per la violenza. Non può esserci. Punto. Se c'è, la scuola è già sconfitta. Finita.
E la scuola è di tutti, non solo di chi non c'ha voglia di fare una cippalippa.
È anche di chi ci va, studia, si applica e rispetta le persone e le regole.
E non è normale tornare a casa con una contusione, fosse anche un graffio, senza aver fatto NULLA.

E siccome lo scorso anno ci è successo qualcosa di simile e mi sono sentita rispondere quanto ho scritto qui http://nelmondodilu.blogspot.it/2013/02/scuola.html , ho deciso che, se dovesse capitare a noi, prendo mio figlio, lo porto al Pronto Soccorso, facciamo la denuncia di infortunio, porto il referto a scuola e apriamo una bella pratica per avere i danni, così poi se la smazzano loro per vedere se me li deve dare la scuola o la famiglia dello spaccamaroni di turno.

Del resto a primavera lo avevo detto ad una prof durante i colloqui, che non ci son problemi finchè non succedono grandi cose, ma poi??
E lei mi rispose che non riescono a prendere provvedimenti seri, perchè hanno le mani legate.
Bene, con le buone o le cattive, dovete trovare il verso di slegarvele.
E sapete vero che cosa potete farci col tanto sbandierato patto di corresponsabilità? Vero?
Bene, mi son liberata...e ora oohhm, ohhmm, oohhmm, torno ad essere zen!
Ma nelle scuole dei vostri figli, funziona così??

domenica 29 settembre 2013

A zonzo per Firenze 9: il miracolo di San Zanobi

Da quando ci sono stata all'inizio di settembre, Firenze mi manca spesso, forse di più. 
Non c'è una ragione scatenante, a volte mi succede così, va e viene. Forse perché in questo mese ci sono stati tanto sole e quella luce che me la ricorda e me la fa vedere anche senza vederla, con gli occhi del cuore.
Così, mi son detta, perché non farci una delle nostre passeggiate?
Pronti?
Si va in piazza del Duomo, accanto al Bel San Giovanni, quasi di fronte alla porta Nord e troviamo lei



una colonna di granito, con un albero in bronzo incastonato nel fusto, 


              foto tratta da Flickr.com


una ghirlanda bronzea e sormontata da una croce di marmo, dedicata a San Zanobi.


               foto tratta da Flickr.com

San zanobi fu vescovo di Firenze nel IV sec. DC, morì in una data imprecisata, fu sepolto in San Lorenzo, allora fuori delle mura e gli si attribuirono alcuni miracoli, uno ricordato, appunto, da questa colonna.

La tradizione narra che si era deciso di traslare il corpo del vescovo in Santa Reparata, l'allora cattedrale, ritenuta un luogo più consono alla sepoltura.
Il 26 Gennaio del 429, il corteo funebre con la bara del vescovo, portata a spalla, uscì dalla chiesa, percorse Borgo San Lorenzo, entrò in città varcando la porta Aquilonia e iniziò a snodarsi sul prato che costeggiava le mura e fra gli alberi, spogli in quella stagione, che circondavano il battistero, fra ali di folla che pregava in silenzio.
Fu allora che la bara sfiorò i rami di un vecchio olmo, che subito, come per incanto, mise le foglie e fiorì
La gente venne da tutte le parti della città e del contado per vedere quel prodigio.

Il tronco di quell'albero fu poi usato per realizzare il Crocefisso custodito nella chiesa di San Giovannino dei Cavalieri in via San Gallo.


              foto trovata in rete

La colonna che vediamo oggi fu eretta nel XIV sec, quella originale, posta in data imprecisata, fu spazzata via dalla terribile alluvione del 1333.

Negli anni '90 la colonna fu oscurata da un cantiere edile e ad essa si addossavano le catene e le ringhiere che delimitavano la zona pedonale da quella di traffico.


               foto trovata in rete

Nell'ottobre del 2009 la piazza è stata interamente e per fortuna pedonalizzata e anche la colonna ne ha tratto beneficio.
In occasione della Settimana Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, il 13 Novembre del 2010 è stato rievocato il miracolo di San Zanobi. Il selciato di tutta piazza del Duomo e piazza San Giovanni è stato ricoperto da un manto erboso e vicino alla Colonna è stato posto un vero olmo, completo di foglie, in pieno inverno.

http://m.youtube.com/watch?v=Sm6p2-01QJw


             foto trovata in rete


               foto trovata in rete



                 foto trovata in rete


                    foto trovata in rete


                     foto trovata in rete

Potete anche consultare il sito www.fondazioneflorens.it

Per scrivere questo post ho consultato "Dettagli fiorentini" di F. Giovannelli e "Il canto dei Bischeri" di F. Ciarleglio.

martedì 24 settembre 2013

Oggi

Il meteo ci sta regalando delle giornate strepitose: mattine e sere con aria frizzante, sole caldo, cielo terso e dei colori spettacolari sulle campagne.
Non riesco a stare in casa quando è così, anche perché so che prima o poi arriveranno le giornate grigie e nebbiose, tutt'altro che infrequenti, qui.
Sto facendo il pieno di aria e di luce e di quel senso di libertà che provo quando posso andarmene in giro con pochi vestiti addosso, senza essere infagottata.

Così mi faccio delle liste con i posti in cui devo o voglio andare e cerco di creare un itinerario razionale e che mi permetta di ottimizzare i consumi della mia auto che ormai tracanna benzina.
La mattina quindi, con una scusa o un'altra, esco sempre.
Anche se ho in mente un sacco di cose da fare in casa: qualche pulizia a fondo, la riorganizzazione e la pulizia degli armadi, certi svecchi, l'organizzazione delle mie scartoffie (creare un raccoglitore ad esempio, uno schedario per le mie ricette) anche con l'aiuto di app che sto già cercando e scaricando.
Ma non è niente che non possa essere rimandato, anzi questo mi fa sentire in un certo senso tranquilla perché so che quando verrà il brutto tempo e la pigrizia si impadronirà di me, non mi annoierò a casa, perché avrò da sbrigare tutte quelle cosine alle quali già penso.

Stamani ho guardato la mia app-agenda ( ne ho trovata una che mi piace tanto e la uso ormai più di quella di carta, chi l'avrebbe mai detto!!!) e mi son fatta un piano per la mattina.
Il bello di stare in un posto come questo è che in un paio di ore si riescono a fare parecchie cose!

Partenza intorno alle 8:30 , prima tappa vicino a casa per fissare l'eco mammaria di routine: fatela la prevenzione, io ci credo tanto, si paga, ma rinuncio volentieri a qualcosa.



Poi sosta all'Eurospin (ho scordato di fare la foto!!) e al Coal.



Poi mi son spinta ancora più in là al centro per la raccolta differenziata per lasciare una vecchia valigia




Tornando indietro mi son caduti gli occhi su un lampione...



...la gente ha delle strane abilità.

Quindi sono andata ad iscrivere il boy in pisci(o)na




Sei a Moie di martedì, vuoi non fare un salto al mercato?? Già pregustavo un cappuccino al Dolce Vita, ma son rimasta fregata perchè era chiuso per ferie! Comunque ho rimediato!



Oggi non ho preso nulla, ne ho approfittato per fare una passeggiata per andare a riprendere la macchina.
Sono andata a vedere la chiesa di Santa Maria che io trovo bellissima!









Uno sguardo al paese, lassù, dall'altra parte della valle con una luce accecante.


 
Due passi per la via principale di Moie



E un salto in biblioteca per riportare delle riviste



Son tornata alle 11:00, ho steso i panni, rassettato la casa e fatto il pranzo.

Ora il boy fa i compiti, poi gioca in casa o al campo vicino al circoletto. Stiamo a casa. 
Tanto fra un po' ricomincia la piscina e ci sarà da uscire anche il pomeriggio.
Quando sarà via via praticamente buio.
Ohiohiiii.