lunedì 20 maggio 2013

Di città e piccola provincia

Come sapete sono nata e cresciuta in città. Non una città qualsiasi, ma Firenze. Eh sì, lo so, per me è l'ombelico del mondo e forse esagero, ma se solo sussurri a qualcuno il nome della mia città, vedrai illuminarglisi gli occhi.




martedì 7 maggio 2013

Cresima e riflessioni

Domenica scorsa c'è stata la cresima del boy ed è stata occasione di varie riflessioni.

Prima di tutto sul  concetto di religione. Il mio. Sono cresciuta in una famiglia praticante e la parrocchia è stata, dopo la scuola, la prima "società" che ho frequentato. Ci sono sempre andata volentieri e con gioia perchè era un ambiente meraviglioso nel quale ho ricevuto amore a palate. Non si andava solo alla Messa e al catechismo, ma ci si trovava per giocare, chiacchierare, passare il tempo e fare piccole cose per la comunità.

Lì non sono stata indottrinata; sono cresciuta, ho acquisito fiducia in me stessa, sono stata responsabilizzata e lasciata libera di fare le mie scelte, ricevendo affetto, in ogni caso.

Con gli anni mi sono allontanata da quel modo di essere cristiana e credo proprio di esser diventata una praticante sui generis. Ma quei valori hanno continuato ad essere dentro di me e hanno guidato anche la mia vita di laica.
Ho avuto Lorenzo da convivente.
Mi sarei sposata in chiesa, ma mio marito non voleva saperne ed io non ci ho provato nemmeno a convincerlo perchè non avrebbe avuto nessun senso, nessun valore a quel punto.

So che vivere il cristianesimo prevederebbe altre scelte di vita, ma in un certo senso è come se la mia condotta, seppur laicizzata, non si fosse mai discostata da quella strada sulla quale sono stata messa e mi son lasciata guidare fin da bambina.

Quando è nato Lorenzo, Daniele mi ha detto che potevo scegliere se battezzarlo oppure no ed io ho deciso di farlo perchè desideravo che facesse un'esperienza simile alla mia.
Degli anni in parrocchia ricordo al di sopra di ogni altra cosa la serenità, il rispetto, la tranquillità e la GIOIA con la quale ci accoglieva a braccia aperte il nostro parroco ogni volta che ci incontrava.
E' la stessa gioia che mi hanno espresso i suoi occhi quando, testimone di nozze di un'amica, gli ho detto che sarei diventata mamma, la stessa di quando ha battezzato Lorenzo e di quando vado a trovarlo quando capito a Firenze.

Quella stessa gioia che ho sentito fra i cipressi e gli ulivi ad Assisi e che provo quando entro in una chiesa.



lunedì 22 aprile 2013

Tra frullatore ed emozioni

E' un po' che non scrivo; non che non avessi argomenti, tutt'altro.

Ma sono in un frullatore emotivo, da settimane ormai e  per situazioni che non dipendono dalla mia volontà nè dalle mie scelte; quindi mi trovo a subirle e fronteggiarle.
E in questi casi ho paura che alla fine la mia mente vada in tilt lanciando allarmi impazziti al mio corpo. E' già successo in passato e non vorrei proprio ripetere l'esperienza.

Da un lato la preoccupazione per la salute di mia madre, dall'altra quella per il lavoro di mio marito. Per la scarsità di lavoro, a voler essere precisi, visto che la ditta di mio marito ha richiesto e ottenuto la Cassa integrazione. Noi siamo stati fortunati perchè al momento se ne è fatto solo 5 giorni, ma se il mese fosse intero, lo stipendio risulterebbe dimezzato. E capite da voi che la prospettiva rosea non è.

Negli ultimi 2 anni ci sono già stati dei momenti di calo del lavoro, di stanca, il problema però è che nel frattempo la situazione generale è ulteriormente peggiorata e trovare un altro impiego non è affatto facile.
Per inciso vorrei dire che sì, è vero, la crisi c'è, ma molti ci si appoggiano, ne approfittano e ci sono in questo senso degli episodi avvenuti nella ditta di mio marito che mi spingono a pensare in questa direzione.
Comunque, ad essere sincera, non sono i soldi in sè a preoccuparmi anche se non è ovviamente una faccenda da poco. Ma penso che le nostre famiglie possano in qualche modo aiutarci.

E qui iniziano i problemi perchè mio marito, per orgoglio o desiderio di indipendenza, chiamatelo come vi pare, non accetta volentieri gli aiuti economici e quindi, in caso di stipendio dimezzato dalla cassa, avanza la proposta che io e il boy si vada per un po' a pensione, in vacanza dai miei. Come un pacco postale. Per non soffrire le mancanze. Dice. Mah, a me sembra una cazzata colossale...e almeno, fino alla fine della scuola, non se ne riparla.

Così mi ritrovo a pensarci, a stare attenta, a spendere il meno possibile, come se bastasse, a cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno, i possibili risvolti positivi che potrebbero scaturire da un evolversi della situazione.

Invecchiando ho imparato a non lasciarmi travolgere dai pensieri negativi, dalle situazioni difficili. Non li nego, ma cerco di concentrarmi sulle cose che mi fanno star bene e che mi regalano energie quanto mai necessarie. Non pensate a chissà che, bastano cose piccole, come osservare attentamente le cose che ci circondano ogni giorno. Sarà che è primavera, ma se ne possono contare a decine.





venerdì 22 marzo 2013

Forse sono io quella strana..

Sono una dall'indignazione facile e incline ad essere una rompiglioni, però...assisto a scene che me le tolgono di bocca!!

Perchè parcheggiare l'auto, far scendere un bambino sui 4/5 anni ( nutrito magari solo a brodini, verdurine e frutta bio e vestito di cotone eco ), andare a fare il bancomat e lasciare il motore della macchina acceso??? Perchè? No, davvero, io non riesco a trovare una spiegazione plausibile.

Era forse un'auto antidiluviana che magari rischia di non riavviarsi se spenta?? Manco per ombra, era un'Audi SW fiammante e nuova, come diceva la targa.

Era così freddo o così caldo oggi da gelare o surriscaldare la macchina durante la "lunghissima" sosta necessaria a fare un'operazione al Bancomat ??? sieeehhh, 12 gradi, sole splendente e neppure una bava di vento...

Io queste cose non le posso vedere, mi fanno venire il mal di stomaco perchè la persona che le fa mi sta urlando: " ecco, faccio il mio porcaccio comodo, voglio tutto a misura mia, non mi voglio sbattere neanche a spengere e riaccendere il motore, perchè devo fare questa fatica immane di girare, sfilare e poi rinfilare e rigirare una chiave??? "

Ma l'aria sarebbe di tutti e visto che qui ancora si respira in modo piuttosto decente, perchè rovinarsi con le proprie mani???

Forse sarò io quella strana...ma oltre alla rabbia che provo, resta comunque il fatto che non so trovare una spiegazione.


Ah, io ero appena scesa per fotografare questa...


Abbazia di Santa Maria a Moie sec XII


mercoledì 20 marzo 2013

Tam tam e domande

In questi giorni in rete il tam tam di appelli per la vicenda della piccola Sofia è continuo, insistente anche un po' asfissiante. Io ho deciso di tenermene fuori, niente condivisione di link, appelli, invettive indignate.

Tanto per essere chiari, è giusto che un genitore in quelle condizioni tenti con ogni mezzo di percorrere ogni via pur di salvare la vita del proprio bambino. Credo sia una cosa umana e non ho niente da ridire. Io tra l'altro non mi so spiegare come si possa sostenere la fatica fisica e psicologica nell'affrontare, accettare e gestire quotidianamente quel genere di malattia, considerando che i più fra noi sono messi in ginocchio da un'influenza dei propri bimbi.

Quindi mi sta bene che questi genitori protestino, si rivolgano a giornali e tv. Io lo farei. Ne sono certa.

martedì 19 marzo 2013

Quante cose in un corso di cucina!!!

Quanto tempo che non scrivo...ho passato settimane di fiacca, tristezza e qualche preoccupazione, per svariati motivi e non avevo molto da dire. Ora però ho qualcosa da raccontare.

Tra le tante persone che ho conosciuto in rete, c'è  Gloria  http://www.villavillacolle.net/ ; a pensarci bene non ricordo come sono arrivata a lei, ci scambiamo pensieri e commenti su FB già da un po' ma per un motivo o per l'altro, non siamo mai riuscite a vederci.
Lei abita a Sassoferrato, ha due bambine dagli occhi vispi e vivaci e un'altra nel pancione. Giorni fa ho visto sul suo diario  la locandina di invito ad un corso di cucina c/o l'agriturismo Valdifiori , tenuto da Natalia , la mamma che cucina a La Prova del Cuoco.

giovedì 28 febbraio 2013

Di libri

Sapete che amo la chick-lit e non me ne vergogno. Anche se, a sentire svariati commenti, dovrei.
 Perchè è poco più di un Harmony, perchè è scritta male, perchè non insegna nulla. Vorrei sapere da dove sbucano fuori tutti questi critici letterari.
E poi ognuno di noi ha gusti propri e cerca nella lettura, come nella musica e nei passatempi in genere, qualcosa di particolare, di personale. Per me la lettura è un relax, ho voglia di sorridere, di sognare, di immaginare cose, situazioni , persone e coltivare la romanticheria che c'è in me.
Faccio forse del male a qualcuno?
Non penso proprio.
Inoltre credo non mi abbiate mai sentita  fare un appunto acido o dispregiativo su quanto gli altri leggono o ascoltano o guardano. Perchè mi è stato insegnato a non mettere il becco nelle cose degli altri sopratutto se non interferiscono con la mia vita e con me. E questo per me vale per tutto.

Che poi non è vero che non ci sono spunti di riflessione in questi libri. In genere si ispirano alla realtà e ai rapporti di coppia che oggi vediamo e chiunque può trovare qualcosa che ha vissuto o che ha visto vivere agli altri.

Oggi vi voglio parlare di un libro che ho appena finito di leggere. Questo :



Nel complesso mi è piaciuto, ha una trama che non è scontata, con quale sorpresa ed analizza bene la dinamica del rapporto fra le tre sorelle protagoniste. Ci sono forse un paio di scene di sesso un po' gratuite e esagerate che servono poco allo sviluppo della storia, ma non stiamo a guardare il capello, che noi lettrici di chick-lit siamo di bocca buona e scarse pretese!!

Piuttosto vorrei notare due cose:
1) In generale il titolo della traduzione italiana 9 volte su 10 si scosta totalmente dall'originale. E ancora mi chiedo il perchè .

2) In questo caso il  titolo " Donne con il tacco 12 " ,  non solo è diversissimo dall'originale " Bad Sisters " ma non ha niente a che vedere con la storia, non ha secondo me nessun legame. E questo è il secondo perchè.

C'è qualcuno che sa rispondermi???

P.S. Per dirmi con tanto sdegno che la chick-lit è come un Harmony, li avete letti allora??? Sennò come potreste fare il paragone???